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Mondiali

L'Uefa mette in guardia la Fifa per il caos dopo la decisione su Balogun

Le gradinate dello stadio del Mondiale in Qatar risuonavano ancora dell’ultimo fischio quando la Fifa ha sferrato il suo colpo di scena. Il attaccante statunitense Folarin Balogun, espulso contro la Bosnia-Erzegovina, non sconterà la squalifica automatica di una partita contro il Belgio, lasciando così il capocannoniere dei padroni di casa libero di scendere in campo negli ottavi di finale di martedì alle 01:00 BST. L’Uefa ha subito condannato la decisione definendola “senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile”, sostenendo che un intervento per annullare una squalifica a un torneo “ha varcato una linea rossa”. Solo un altro calciatore nella storia dei Mondiali è riuscito a evitare una squalifica dopo un’espulsione: il brasiliano Garrincha nel 1962, un caso segnato da ingerenze politiche prima che esistessero le squalifiche automatiche. L’Uefa ha sottolineato che una squalifica automatica “non è un’opzione discrezionale”, ma “un principio radicato nei regolamenti”. La Federazione calcistica belga (RBFA) ha dichiarato di “non avere altra scelta che contestare l’idoneità del giocatore per la prossima partita”. Il ministro degli Esteri belga Maxime Prevot ha aggiunto: “Se una telefonata è davvero il motivo di questa decisione incomprensibile, sarebbe una violazione palese delle regole più basilari del calcio e dello sport.” L’ex presidente della Fifa Sepp Blatter ha scritto su X che “il calcio non deve mai diventare un campo di gioco per il potere politico”. Glenn Micallef, commissario europeo per lo sport, ha postato: “Le decisioni sportive spettano agli organismi sportivi, non ai politici. Influenzare le decisioni sportive minerebbe l’autonomia dello sport.” L’Uefa ha avvertito che la decisione apre un pericoloso precedente, affermando: “Una simile decisione crea un precedente nel torneo in corso, dove situazioni analoghe richiederanno ora un trattamento uguale, a danno della competizione.” Il massimo organo europeo ha espresso “incredulità di fronte a una decisione senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile”. Il commissario tecnico dell’Inghilterra Thomas Tuchel ha messo in discussione l’intero processo disciplinare dopo l’espulsione di Jarell Quansah nella vittoria per 3-2 contro il Messico. “Dove comincia e dove finisce tutto questo? Possiamo annullarla o no? Cosa sta succedendo? Qual è il limite? È la domanda che mi pongo. Non ho risposta”, ha dichiarato. Tuchel ha anche chiesto se altre decisioni disciplinari potrebbero essere riesaminate, citando il giallo di Declan Rice e quello di Michael Olise per la Francia. Il ct del Belgio Rudi Garcia ha commentato: “Non sapevo che al Mondiale della Fifa il 5 luglio fosse diventato il 1 aprile, cioè il pesce d’aprile. Non stiamo difendendo la nazionale o la federazione, stiamo difendendo il calcio.” Uefa e Fifa sono ai ferri corti da mesi, anche per la mancata concessione del visto al direttore di gara somalo Omar Artan per il Mondiale, circostanza che ha spinto l’Uefa a invitare l’arbitro somalo per la Supercoppa tra Paris Saint-Germain e Aston Villa del 12 agosto. La RBFA ha confermato che ricorrerà contro l’idoneità di Balogun per la partita di martedì, aprendo così una potenziale battaglia sulla credibilità delle regole del Mondiale.

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