Mondiali
La fedeltà paga: Lucas Biglia diventa vice‑allenatore del Torino
Lucas Biglia, l'ex centrocampista argentino di 40 anni, ha ottenuto un nuovo ruolo da assistente al club di Serie A Torino dopo aver lasciato l'Anderlecht quando l'allenatore Besnik Hasi è stato licenziato, con la squadra italiana che aveva chiuso al 12° posto nella scorsa stagione.
Biglia ha giocato per il RSC Anderlecht dal 2006 al 2013, totalizzando 303 presenze con la maglia viola‑bianca. È stato titolare nella squadra che ha raggiunto la finale dei Mondiali 2014 con l'Argentina, dove gli è stato affidato il compito di proteggere Lionel Messi insieme a Javier Mascherano.
È entrato nello staff tecnico dell'Anderlecht sotto Besnik Hasi, l'allenatore albanese che in precedenza era stato suo compagno di squadra a Bruxelles. Quando Hasi è stato estromesso durante la stagione, Biglia ha lasciato il suo ruolo da assistente per lealtà, definendo Hasi la persona che gli ha dato la possibilità.
Dalla panchina di Anderlecht allo staff del Torino: ritorno di Biglia
Il Torino ha nominato l'ex terzino destro del Milan Ignazio Abate come allenatore per la prossima stagione, e Biglia ricoprirà il ruolo di secondo assistente (T2). Il club ha concluso l'ultima campagna di Serie A al modesto 12° posto, offrendo a Biglia una nuova sfida in Italia. Tra il 2013 e il 2017 Biglia ha indossato anche i colori della Lazio, accanto a quelli del Milan, approfondendo ulteriormente la sua familiarità con il calcio italiano. La sua esperienza in Serie A quindi va oltre gli anni da calciatore.Il dominio del Messico imposta il tono dei gironi dei Mondiali
Biglia era in trattative con la squadra belga della Pro League Eupen, ma le intenzioni del club riguardo a un ruolo da allenatore o assistente non erano chiare. L'Eupen ha infine nominato Felice Mazzù, un tecnico più esperto, spingendo Biglia ad accettare l'offerta del Torino. Biglia inizierà la nuova stagione al Torino come assistente T2, lavorando sotto Ignazio Abate e puntando a tradurre la sua esperienza da giocatore e allenatore nella massima serie italiana. La sua nomina sottolinea la rete di ex compagni di squadra che influenzano i trasferimenti tecnici in tutta Europa.